Tra passato e nostalgia, futuro e sperimentazione
Sembra che questo 2011 sia stato l’anno delle reunion.
In effetti sono un pò di anni a questa parte che moltissimi gruppi del passato, appartenenti a qualsiasi scena musicale, sull’onda del revival della nostalgia di suoni e canzoni dei tempi passati (correlabile anche a mio avviso del ritorno in grande stile del supporto vinilico) abbiano deciso di sgranchirsi, eventualmente accantonare rancori del passato e rimettersi on the road a calcare i palchi del mondo.
Di esempi personali ne avrei innumerevoli, a partire dalla scena punk 77 a quella hc anni 80, se siete minimamente appassionati di musica potete semplicemente fare mente locale e pensare a qualcuno.
Le reunion di gruppi del passato sembrano quasi uno specchio della società attuale, del tipo “si stava meglio quando si stava peggio” oppure “eh ai miei tempi…”.
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Non che i gruppi nuovi manchino, ma la sperimentazione fa più fatica, a mio modesto avviso, a farsi largo rispetto al passato. Moltissimi gruppi sono delle copie in chiave primo decennio del duemila dei gruppi che magari ascoltavano i loro padri.
E’ semplicemente un opinione personale e una riflessione la mia, lontana da qualsiasi tipo di giudizio.
Personalmente acquisto qualsiasi tipo di artista o gruppo, del presente o del passato, in base semplicemente a quello che in quel determinato momento vorrei ascoltare e che mi piacerebbe avere nella mia collezione di vinili.
La musica è come la storia, dal cui passato si impara sempre, ma senza progredire, sperimentare e migliorare si rischia di non evolversi mai.
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