La vita a Raissa

Tratto da “Le città invisibili” di Italo Calvino

Non è felice la vita a Raissa. Per le strade la gente cammina torcendosi le mani, impreca ai bambini che piangono, s’appoggia ai parapetti del fiume con le tempie tra i pugni, alla mattina si sveglia da un brutto sogno e ne comincia un altro.

Tra i banconi dove ci si schiaccia tutti i momenti le dita col martello o ci si punge con l’ago, o sulle colonne di numeri tutti storti nei registri dei negozianti e dei banchieri, o davanti alle file di bicchieri vuoti sullo zinco delle bettole, meno male che le teste chine ti risparmiano dagli sguardi torvi. Dentro le case è peggio, e non occorre entrarci per saperlo: d’estate le finestre rintronano di litigi e piatti rotti.

Eppure, a Raissa, a ogni momento c’è un bambino che da una finestra ride a un cane che è saltato su una tettoia per mordere un pezzo di polenta caduta a un muratore che dall’alto dell’impalcatura ha esclamato: – Gioia mia, lasciami intingere! – a una giovane ostessa che solleva un piatto di ragù sotto la pergola, contenta di servirlo all’ombrellaio che festeggia un buon affare, un parasole di pizzo bianco comprato da una gran dama per pavoneggiarsi alle corse, innamorata d’un ufficiale che le ha sorriso nel saltare l’ultima siepe, felice lui ma più felice ancora il suo cavallo che volava sugli ostacoli vedendo volare in cielo un francolino, felice uccello liberato dalla gabbia da un pittore felice di averlo dipinto piuma per piuma picchiettato di rosso e di giallo nella miniatura di quella pagina del libro in cui il filosofo dice: “Anche a Raissa, città triste, corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna a tendersi tra due punti in movimento disegnando nuove rapide figure  cosicchè a ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa d’esistere”.

Comprare casa a Berlino, meglio farlo ora

La capitale tedesca ha ancora i prezzi migliori dell’Europa Occidentale

Berlino è in questa prima parte del 2012, una delle capitali più ambite dai giovani di tutto il mondo.

C’è chi ci viene per un breve periodo per delle internship, chi vi si trasferisce per motivi di lavoro e chi invece la sceglie, quasi ad occhi chiusi come un possibile paradiso in terra.

I motivi della sua popolarità sono molteplici, partire dalla qualità della vita, dei prezzi economici per quanto riguarda alloggi, locali e ristoranti, la nomea di capitale europea del divertimento e dei locali notturni e, ultimo ma non meno importante, la sua storia e il fascino che rievoca.

Fiutando questi elementi e il fatto che Berlino sia la capitale dove si costruisce più di tutta la Germania, si è creato un enorme business di appartamenti in vendita nella città.

I prezzi delle case infatti sono molto economici e si possono addirittura trovare dei mini-appartamenti a partire da 35000 euro anche in zone abbastanza centrali.

Visto questo business molti affaristi si sono mobilitati e sono sorte le più svariate agenzie immobiliari che organizzano tour a Berlino per far vedere ai potenziali acquirenti i vantaggiosi investimenti.

La disponibilità di case a prezzi bassi però sta portando al fenomeno della gentrificazione, ossia del cambiamento repentino dell’aspetto di quartieri storici.

Molte persone infatti tendono ad acquistare case a puro scopo di investimento e questo non sta facendo altro che aumentare gli affitti, spingendo così gli abitanti originari a spostarsi in periferia.

Facendo una semplice ricerca si può vedere come sia facile trovare case in vendita nella capitale del Brandeburgo e molti siti offrono addirittura la possibilità di acquistare case direttamente online, facendo forza sui prezzi altamente vantaggiosi.

 

 

Andare in India o non andarci?

Il dilemma tra il partire e il rimanere è sempre alla base di ogni grande viaggio

Ad inizio luglio ho ricevuto la proposta di andare in andare in India con i miei migliori amici di sempre.

Sarebbe stato un tour di tre settimane nell’India del sud, ovviamente tutto low budget e con molto margine lasciato all’improvvisazione, ma con un abbozzo di itinerario già prestabilito.

I soldi ovviamente sono sempre quello che sono ma anche i miei compagni di viaggio avrebbero avuto lo stesso budget risicato che avevo io.

Alla fine, bhè, non ci sono andato!

Ovviamente mi sono perso un super viaggio, un sacco di paesaggi, panorami, volti e modi di vivere che non conosco e tutti i rimpianti del caso.

Stando a quanto hanno detto gli amici che ci sono andati si è trattato di un esperienza epica e di una vacanza memorabile.

Tra i luoghi cult del viaggio ci sono stati Sultan Bathery, città che ha poi dato il nome al gruppo garage punk psych fondato dai miei amici.

Sicuramente quindi qualcosa di quel viaggio è ancora tangibile, non solo a livello musicale (qui la loro pagina facebook) ma anche una bella svastica come ricordo del viaggio.

Un totem forse un pò rischioso visto il significato che ha acquisito in seguito ma di sicuro dal grande impatto e soprattutto significato.

Sicuramente sarà possibile fare questo tipo di viaggio in un altro momento ma è anche vero che ogni lasciata è persa e il tempo perduto e passato non torna più indietro.