Comunque vada il voto che l’Italia si appresta a dare sarà una svolta storica
Alla vigilia del weekend elettorale i motivi di riflessione e di dibattito non mancano. Se da un lato la maggioranza della popolazione spera in un debacle del centro destra guidato dal pdl un buon 30% dei votanti invece molto probabilmente voterà di nuovo per l’ex premier.
Sicuramente farà bene il movimento 5 stelle, anche se è da valutare poi la tenuta del “non-partito” a livello politico e di riforme.
Incognita e potenziale vittima da pronostico favorevole invece è il Partito Democratico, che molte persone sembrano intenzionate a votare non tanto per una fede politica ma come un mancato voto al diretto avversario politico, e cioè Silvio Berlusconi.
Outsider sono il Partito di Ingroia, rivoluzione civile, e quello di Oscar Giannino, Fare, che sicuramente risentirà degli scandali che hanno colpito il loro rappresentate e candidato premier.
Una sola cosa è certa, il paese è più diviso e indeciso che mai, da una parte la voglia di cambiamento della maggior parte della popolazione e dei giovani soprattutto, dall’altra la volontà di chi è al potere e di chi ne sta usufruendo di mantenere le cose come sono, che è rappresentata da un Italia che è difficile da individuare (raramente gli elettori pdl sbandierano la loro fede politica) ma che in ogni caso continua a rappresentare ancora oggi i poteri forti che ci governano e che probabilmente continueranno a governarci.






